ANNO 2012

MATER ADMIRABILIS
omaggio alle benemerite


 SUORE MISSIONARIE DELLA CARITÀ
che con lo stesso cuore di
 
MADRE TERESA DI CALCUTTA
beata nel  Signore

contemplando Dio, sulla strade del mondo, con gli occhi di Maria SS.,
fanno della loro vita un dono d'amore
e dell'amore dono quotidiano
per la vita del fratelli più poveri. 

Vibo Valentia, Festa del S. Rosario, 7 ottobre 2012

                                               Il Priore                                                                                                           Il Rettore

                                      Domenico Colelli                                                                                   Mons. Filippo Ramondino


La beata Madre Teresa di Calcutta (1910-1997), consacratasi al Signore nel 1931, da insegnante e direttrice nelle scuola delle Figlie di S. Anna passò nel 1948 a vestire un sari bianco e blu, iniziando una nuova missione evangelica partendo dai fratelli abbandonati sulle strade di Calcutta. Sorella e madre, che ha un modello e una guida precisa e convincente: il Cuore Immacolato di Maria, vive, con tutti i travagli che l'ascesi comporta, una mistica unione con il Signore che genererà una maternità feconda d'amore e di servizio verso i figli di una umanità derelitta, emarginata, desolata. Così meditava la Madre: «Gesù, ecco chi amo con tutto il cuore, con tutto il mio essere. Gli ho dato tutto, persino i miei peccati. E lui m'ha sposata a se stesso. In tenerezza e amore. Ora e per la vita. Sono la sposa del mio sposo crocifisso».Nel 1950 il Papa approvò l'istituto delle sue suore, nate dal suo carisma e coraggio eccezionale, le Missionarie della Carità, che, come perle dello stesso filo, si diffusero quale segno tangibile della divina provvidenza, per tutto il mondo. «Una carriera fatta di amore di Dio», scrive la Madre, meravigliosa vocazione, che, nel nome di Cristo, «serve la causa dei più poveri dei poveri». Dal 31 maggio 1979 sono presenti nella nostra regione, con una comunità a Reggio Calabria, aperta alla presenza della stessa fondatrice, su invito dell'allora Arcivescovo Mons. Aurelio Sorrentino.  Testimone credibile nella nostra epoca, a lei fu conferito il Premio Nobel per la Pace nel 1979. Le sue parole sono ancora per noi oggi un messaggio carico d'attualità: «Le nostre Sorelle lavorano in tutto il mondo e io ho visto tutte le tribolazioni,il disagio, la sofferenza di cui sono testimoni. Da dove vengono tutti questi mali? Dalla mancanza d'amore e di preghiera. Non esiste più la consuetudine di riunirsi in famiglia, di pregare insieme, di ritrovarsi, di stare insieme».

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