Madonna del Rosario

Stucco, legno e cartapesta. 270 x 200 cm. opera del napoletano Raffaele Della Campa del 1907.

L’Arciconfraternita Maria SS. del Rosario e San Giovanni Battista di Vibo Valentia ebbe l’onore, in data 8 dicembre 1903,  di avere come  primo priore onorario il  papa Pio X, dichiarato santo nel 1954. Racconta la cronaca del tempo che, su richiesta presentata dal padre Bernardo Maiolo generale dei Minimi e dal giovane monteleonese mons. Francesco Franco, il Santo Padre Pio X, accettando il priorato onorario,  concedeva di festeggiare la ricorrenza mariana dell’8 maggio e contribuiva egli stesso con L. 250 in oro, accompagnate da una sua benedizione autografa. In seguito al terremoto del 1905 il vescovo Giuseppe Morabito diede incarico al segretario del sodalizio avv. Pasquale Lo Bianco di distribuire una somma di denaro ai contadini più bisognosi di Monteleone, questa somma invece fu  dagli stessi destinatari devoluta per un nuovo grande simulacro della Vergine del Rosario, opera dell’artista Raffaele la Campa  di Napoli, il quale riprodusse in artistica cartapesta il gruppo, in grandezza naturale, rappresentato nel quadro dipinto da don Emanuele Paparo a metà ‘800, posto prima sulla volta della chiesa, oggi in sacrestia, dietro l’altare maggiore. Fin dal 1904 fu costituito un comitato di signore, che poi si accrebbe, e diede grande contributo al culto della Madonna del Rosario. La prima festa solenne fu celebrata l’8 maggio 1907, conformemente alla consuetudine in vigore nel santuario di Pompei dal 1883, con una ricca serie di iniziative religiose e culturali curate dall’arciconfraternita, a cominciare dal 5 maggio, quando l’artistico simulacro, spedito dentro una grande cassa da Napoli e giunto al porto, fu privatamente trasportato nella chiesetta della Madonnella, dove, davanti a numeroso concorso di fedeli, ebbe luogo la benedizione, impartita da mons. Eugenio Vallega, illustre predicatore venuto in Calabria. Fu un “indimenticabile mattino splendente di maggio”. Dopo questo primo rito,  la immagine venne trasferita nella chiesa del Rosario, accompagnata da tutto il popolo di Monteleone e, leggiamo ancora nelle memorie d’archivio, “il primo gonfalone, seguito da centinaia di fratelli, era già giunto al Rosario, quando la immagine lasciava la chiesetta del Buon Consiglio”  (Mons.. F. Ramondino).


Sei statue della serie della Passione  o della Processione del Venerdì Santo, poste entro nicchie chiuse in vetrina alle pareti della chiesa sono attribuite a Ludovico e Domenico Rubino (1662-1720) fratelli del pittore Giulio Rubino.


 Cristo all'orto

Legno 120 cm

Gruppo in legno scolpito a tutto tondo, stuccato e dipinto in colori accesi. Il Cristo e' seduto su una base di rocce, la veste rossa panneggiata sul corpo e volge la testa verso l'alto: dietro alla spalla c'e' un angelo in vesti gialline e verde scuro recante il calice.



Cristo alla colonna

Legno 132 cm

Scultura in legno  a tutto tondo stuccata e dipinta. Il Cristo è in piedi legato alla colonna della flagellazione.


Cristo deriso alla canna

Legno 132 cm

Scultura in legno  a tutto tondo. Secondo la consueta iconografia il Cristo e' raffigurato con il manto rosso che copre la corta veste bianca, il corpo realisticamente segnato nei punti delle ferite.


Cristo che porta la Croce

Legno 120 cm

Statua in legno scolpita a tutto tondo stuccata e dipinta. Secondo la consueta iconografia il Cristo ha una lunga veste rossa e il capo coronato di spine: sostiene con ambo le mani la croce in legno scuro.


Cristo morto

Legno 130 cm

Scultura in legno scolpita a tutto tondo stuccato e dipinto in color avorio giallino. Il corpo del Cristo e' raffigurato, come di consueto, con le gambe leggermente piegate e la testa rovesciata all'indietro.


Cristo risorto

Legno 170 cm

 Scultura a tutto tondo, in legno scolpito, stuccato e dipinto. Il Cristo ha il corpo panneggiato in un manto azzurro, poggia i piedi su una base di nuvole e solleva un braccio a benedire mentre con l'altro sostiene il vessillo.




Cristo in croce

Cartapesta 130 cm

Scultura in cartapesta stuccata e dipinta in colori accesi. Il Cristo è inchiodato ad una croce in legno scuro.

Opera ottocentesca di artisti meridionali.




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